pistola giocattolo che spara caramelle

Come prevenire e difendersi dalla diffamazione sul web

Le bugie corrono più veloci della verità e riuscire a difendersi non sempre è semplice: ecco perciò qualche semplice accorgimento e che cosa fare in caso di diffamazione sul web

La distinzione tra vita reale e comunità online sta diventando sempre più sottile con il passare del tempo. Se all’avvento del web ciò che compariva su Internet “restava” tra i confini di quell’universo digitale, oggi di certo la situazione è mutata.

Se cent’anni fa per diffamare una persona si scendeva in piazza carichi d’ira ed energia, nel 2019 bastano 2 minuti e una connessione alla rete. Anche non tra le più veloci.

I casi di diffamazione online sono pane quotidiano per la legge, con una rapida crescita di quelli nel virtuale. Ed è un trend comprensibile, in quanto è la migliore via d’azione per chi è deciso ad agire su questa via:

  • minima spesa di tempo ed energie;
  • possibilità di arricchire il fatto con ulteriori contenuti oltre che testuali;
  • engagement di pubblico massimizzato;
  • il monitor agisce da scudo.

È chiaro quindi come il trend sia tendente verso questa direzione piuttosto che usare la voce o l’inchiostro. E il risultato è un aggravarsi di questo reato, ora agli occhi dell’intera comunità Internet.

La legge dalla parte del diffamato

Nel codice penale c’è una voce dedicata a questo reato. Può variare in base alla nazione di residenza, ma la sostanza è la medesima.

Questa legge nasce per tutelare la vittima di un attacco alla propria reputazione da parte di una o più persone, intenzionate a denigrarla e screditarla.

E con lo sviluppo sempre più massiccio di Internet e, in particolare, dei social media, sono state prese le giuste misure di sicurezza lungo il tempo.

Può non sembrare un reato rientrante nella lista dei peggiori, in base ai punti di vista. Ma la realtà è un’altra.

Per fare un esempio, in Italia e Inghilterra una condanna di questo tipo può portare a multe salate di migliaia di Euro/Sterline oppure da 1 a 2 anni di carcere; e nei casi più gravi, entrambi.

Perciò si può vedere come la legge sia dalla propria parte, pronta ad aiutare chi viene ingiustamente attaccato per un qualsiasi motivo.

Tuttavia riuscire a evitare di cadere in queste spiacevoli situazioni e prevenire il danno sarebbe sicuramente meglio. Non esiste una formula magica per scattare la connessione alla rete ogni volta che qualcuno prova a diffamare una persona o azienda.

Esistono però diverse precauzioni e accorgimenti che si possono prendere per ridurre il più possibile le probabilità.

Tutti i consigli per evitare di venire diffamato

“Una bugia fa in tempo a compiere mezzo giro del mondo prima che la verità riesca a mettersi i pantaloni.”

Questa frase di Jonathan Swift (spesso erroneamente attribuita a Mark Twain) sottolinea la pericolosità di queste occasioni, dove la menzogna si diffonde e viene presa per veritiera sul web.

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E a quel punto il tribunale potrà fare davvero poco e bisognerà passare la palla agli esperti.

E il pericolo di questa situazione grava per chiunque:

  • privato cittadino
  • personaggio attivo online
  • imprenditore
  • piccola – media azienda
  • grossa compagnia – multinazionale

Vediamo allora che cosa si può fare per non correre rischi di diffamazione su Internet e vedersi seduti su una sedia del tribunale, restando così amico di (quasi) tutti.

Onestà

“Si raccoglie ciò che si semina”, disse qualcuno diverso tempo fa; e in questo caso, non potrebbe essere più vero.

Se si è soliti a muoversi di sotterfugi, mascherare la verità e abbellire i fatti con il falso, è possibile che prima o poi qualcosa torni indietro. Questo nonostante le azioni compiute fossero nei limiti della legge.

Le leggi però non sono le persone, perciò sebbene ogni mossa non avesse ripercussioni legali, potrebbero aver in qualche modo colpito qualcuno, privato o azienda che fosse. Le situazioni sono tra le più disparate e alla fine dei conti poco importa elencarle.

Ciò che conta è sapere ciò che si rischia nel caso in cui le cose dovessero venire alla luce sul web e social: qualcuno dall’altra parte dello schermo potrebbe mettere mano e trasformare la propria delusione in un attacco diretto

Misunderstanding

La comunicazione orale è di certo la via che meglio contrasta qualsiasi tipo di fraintendimento. Tutto accade senza tempi latenti, con le due, o più, persone pronte a rispondere e chiarire ogni dubbio in tempo reale, riducendo al minimo la possibilità di capire qualcosa per altro.

Basterà una domanda per avere subito le idee chiare, oppure un cambiamento di tono o atteggiamento nell’interlocutore per apprendere che qualcosa non sta quadrando.
La forma scritta è di gran lunga l’opposto, dove tempo e distanza giocano ruoli pericolosi. E aggiungendo all’equazione i social network, ecco che si crea una creatura incontrollabile, guidata dal misunderstanding e causata da diversi fattori:

  • esprimersi e capirsi è in generale più difficile, con assenza di toni, espressioni e semplici gesti amichevoli come una risata;
  • i tempi di risposta sono più lunghi;
  • spesso ci si ferma al primo impatto.

La morale è perciò quella di essere il più chiaro possibile, in ogni occasione. Un post, un commento, un’immagine, una descrizione e anche un semplice hashtag.

Nulla va preso alla leggera: E l’attenzione diventa maggiore in base all’importanza di chi sta postando: un privato cittadino, Enel e Bill Gates non avranno lo stesso impatto.

Non ignorare

Se qualcuno ha mostrato un problema o una lamentela su uno dei propri canali, è bene prendere le azioni del caso e far vedere che si è presenti.

Ignorare gli utenti del web non è mai una saggia idea, che potrebbe portare a leggere lamentele fino a una pericolosa crisi reputazionale. Oppure, appunto, a una diffamazione da parte di chi si sente ignorato davanti a una questione e vede in questo una possibile soluzione.

Troppo tardi: come difendersi dalla diffamazione

Come già detto, non esistono reali precauzioni che daranno una forte garanzia di evitare di venire diffamato. Specialmente nel mondo del business, dove queste situazioni si creano a prescindere da ciò che viene fatto e detto sui social media, ma con il puro scopo di abbassare la reputazione di quella certa azienda.

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Una volta che ci si ritrova nel mezzo di una calunnia virtuale, la legge sarà dalla propria. Si avranno quindi diverse vie di azione.

1. Chiedere di eliminare il contenuto

Mai dare per scontato che la persona autrice del fatto non sia disposta a rimuovere il post. E la questione potrebbe essere nata senza intenti di diffamazione, ma di un errore dell’utente.

Porsi perciò gentili ma decisi, chiedendo di veder rimuovere quel certo contenuto che sta ledendo la propria reputazione. In molti casi questa strada funziona, così come quando si tratta di rimuovere immagini dannose per la propria immagine.

In caso contrario, passare ai fatti.

2. Contattare la piattaforma

In media il fatto accade su piattaforme controllare da qualcuno, come siti di recensioni, social network di ogni tipo o in pagine/commenti di grossi website. In questi casi, contattare direttamente la società/provider, come ad esempio il Supporto Facebook, e illustrare in maniera dettagliata la questione, riportando con i fatti perchè quel dato contenuto è falso.

3. Azione legale

Sebbene questa sia la via più impegnativa da sostenere, in alcune occasioni va presa:

  • quando la persona/piattaforma non ha rimosso il contenuto
  • quando il fatto è reputato troppo grave da essere trattato senza un tribunale
  • quando non è la prima volta che accade con il medesimo utente/società

Segnalare perciò quella data persona o azienda al social network di dovere (nel caso) in modo che prenda le dovute azioni sul profilo/pagina in questione.

Aprire inoltre un caso legale contro il soggetto e prepararsi a mostrare come davvero stanno i fatti.

Preparare infine un report di tutto ciò che è accaduto, specificando che cosa è falso e come invece è la realtà, pubblicandolo poi per ogni utente. In questo modo si evitano fraintendimenti e la verità può fare in tempo a mettersi i pantaloni per scendere in piazza e mostrarsi al mondo digital.

Noi di ReputationUP siamo esperti di casi di diffamazione, sia prevenuti che combattuti. Attraverso il nostro servizio di monitoraggio della web reputation, siamo capaci di individuare le minacce prima che queste si trasformino in un pericolo reale.
A nessuno piace andare in tribunale e nemmeno essere spaventati dalle notizie false sul proprio conto.

Noi saremo pronti a intervenire.

Contatta ReputationUP

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