Diffamazione Online: Cos’è, Perché È Reato, Come Tutelarsi [UPDATE 2021]

Scopri cos’è la Diffamazione Online, perchè è un reato e come tutelare la tua immagine in Rete. Obiettivo: proteggere la tua reputazione contro un reato, che prevede pene molto pesanti.

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Cos’è la diffamazione online?

La diffamazione online è un reato penale, per cui possono essere richiesti risarcimenti anche in sede civile. 

Il reato si compie nell’atto di offendere l’onore e la reputazione online della parte lesa, attraverso la condivisione sul web (con uno o più persone) di insulti o notizie false.

Chiaro: il confine con il diritto di critica è molto sottile. Ma è altrettanto chiaro che iIl successo di internet e social media ha aumentato il volume di dati che viaggiano sulla rete (commenti, post, immagini).

Conseguenza: è aumentato anche il rischio di esposizione mediatica. Ma questa libertà di fondo si scontra, sempre più spesso, con la possibilità di una difesa adeguata, senza la quale tutti sono alla mercé del primo hater che passa.

E quello dell’hater non è e non può essere diritto di critica.

Sempre più spesso le ingiurie corrono sui social, anche sotto forma di recensioni online negative: ecco perchè, onde prevenire eventuali attacchi reputazionali, ti invito a capire come eliminare video da Youtube o eliminare url da Google per proteggere la tua privacy online.

Diffamazione vs Ingiuria: le differenze

Il reato di diffamazione rientra nella fattispecie dei “delitti contro l’onore” (artt 594-599 c.p.) e si distingue dal reato di ingiuria (art. 594 c.p.) perché, nel primo caso, la parte lesa non è presente nel momento in cui il reo pronuncia o scrive le parole delittuose. 

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Cosa prevede il reato di diffamazione?

Per rispondere correttamente a questa domanda bisogna prima differenziare le due categorie di reato.

  • La diffamazione a mezzo stampa (media tradizionali)
  • La diffamazione online (nuovi media)

Ora vediamo nel dettaglio le pene previste.

Perché è un reato e quali sono le pene previste

La diffamazione prevede la procedibilità a querela di parte ed è riconosciuta come reato dal Codice Penale italiano.

Secondo quanto previsto dall’articolo 595 c.p.:

  1. Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.032 euro;
  2. Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a 2.065 euro;
  3. Nel caso l’offesa sia recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a 516 euro;
  4. Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.

Si tenga presente che per questa tipologia di reato non sono consentiti:

  • Arresto
  • Fermo
  • Custodia cautelare in carcere
  • Altre misure cautelari personali.

Quando scrivere sul web diventa un reato

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Uno dei casi che fa giurisprudenza è quello relativo alla sentenza della Cassazione n. 49066 dell’11 dicembre 2015, che ha giudicato un carabiniere colpevole di diffamazione per aver pubblicato online un post di insulti contro un collega.

Vediamo più in dettaglio quali sono gli elementi che costituiscono requisito oggettivo affinché si configuri il reato di diffamazione: 

  • Offesa ai danni della dignità di un determinato soggetto (nominato direttamente o anche solo facilmente identificabile);
  • Diffusione delle parole incriminate ad un gruppo di persone (uno o più);
  • Chiara volontà del colpevole a offendere e calunniare il soggetto.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato la Corte di Cassazione (sez. I, sentenza 16/04/2014 n° 16712) che – considerando la vastità del web e l’enorme portata mediatica della diffamazione online – l’ha definita:

Un’infrazione di entità ancora più grave”.

Cosa significa diffamazione online

L’etimologia del termine deriva dal latino diffamatio e significa privare della fama, intesa come reputazione personale.

La diffamazione online aggiunge a questo concetto il campo di gioco attraverso cui il reato si compie, la Rete, e la piena consapevolezza da parte del reo di diffondere su internet offese, insulti e falsità.

Le pene previste per la diffusione online di contenuto diffamante sono più severe del corrispettivo verbale

Il messaggio pubblicato in rete, infatti, è più lesivo visto che raggiunge un bacino di utenza globale e, nei casi più gravi, può far finire il tuo nome sulle liste World Check

L’ulteriore aggravante è rappresentata dalla difficoltà di rimuovere immagini e sapere come cancellare notizie da Google, dove i link diffamatori non eliminati restano visibili per anni, danneggiando irrimediabilmente la reputazione della parte offesa.

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Come capire se ti hanno diffamato online

Nella guida su come sparire dal web, ti ho rivelato come monitorare il tuo nome su internet e quindi come capire se ti hanno diffamato online.

Prima di capire se qualcuno ti ha diffamato, devi preparare l’elenco di tutti i siti che parlano di te; poi valuti se la citazione è positiva o negativa.

Per compiere questa operazione, che in gergo si chiama egosurfing, devi digitare il tuo nome scritto tra virgolette – “Mario Rossi” o “Mario Rossi Spa” – su:

  • Motori di ricerca

Google, Yahoo, Bing, Baidu, Qwant, DuckDuckGo, Ask, Ecosia, Searchencrypt, Yandex e altri;

  • Social network

Twitter, Facebook, LinkedIn, Xing, LinkedIn, Snapchat, Tumblr, Pinterest, YouTube, Instagram, Vine, WhatsApp, Vk.com, Telegram e altri;

  • Siti di recensioni

Amazon, eBay, Foursquare, Pagine Gialle, TripAdvisor, Booking, Trivago, Play Store, Apple Store e altri;

  • Forum

Reddit, Quora, Voat, 4Chan, Hacker News, StumbleUpon, Digg e altri;

  • Deep e Dark Web

DarkOwl e altri.

Quando hai la lista dei link davanti valuta (da solo o con un esperto di diritto al tuo fianco) la presenza degli elementi che costituiscono requisito oggettivo affinché si configuri il reato di diffamazione: 

  • Offesa ai danni della dignità di un determinato soggetto (nominato direttamente o anche solo facilmente identificabile);
  • Diffusione delle parole incriminate ad un gruppo di persone (uno o più);
  • Chiara volontà del colpevole a offendere e calunniare il soggetto. 

In questo modo avrai più possibilità di provare il reato di diffamazione online.

Come difendersi dalla diffamazione online

Per difenderti dalla diffamazione online hai tre soluzioni concrete:

  1. Compilare il modulo di segnalazione sul sito della Polizia Postale:

Spesso è la prima scelta. Purtroppo i tempi della giustizia italiana non aiutano chi ha bisogno di difesa immediata, come ad esempio le vittime di Sextortion.

  1. Inviare una richiesta di rimozione a Google

Sembra incredibile a dirsi ma i tempi della burocrazia di Google possono superare i due anni di attesa.

  1. Contattare ReputationUP 

Un professionista della reputazione online è un avvocato digitale che ti permette di raggiungere un duplice obiettivo: 

  • Pulizia reputazionale da contenuti diffamanti
  • Reputazione positiva

Che, in fondo, è quello che cerchi davvero.

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Come difendersi su Internet

Con l’approvazione del Diritto all’Oblio, chiunque si senta diffamanto online ha a disposizione un ventaglio più ampio di possibilità per difendersi su Intenet.

Il diritto alla cancellazione di link diffamatori è stato infatti disciplinato attraverso il regolamento UE n° 2016/679 (GDPR), che uniforma a livello europeo il trattamento dei dati e disciplina il diritto ad essere in pieno possesso delle informazioni che ti riguardano.

Oggi vale il principio per cui se un’informazione non è di rilevanza pubblica e può essere qualificata come obsoleta o incorretta (notizia falsa = diffamazione online), l’utente può richiederne l’eliminazione dal web o la deindicizzazione Google.

Conclusioni

In sintesi, la diffamazione è un reato riscontrabile quando la dignità di una persona viene lesa in sua assenza, attraverso l’uso di insulti e termini lesivi per la reputazione, comunicati a uno o più persone. 

La diffamazione online è un reato gravissimo, a causa della facilità con cui è possibile condividere e diffondere gli insulti su Internet. 

Chi si sente diffamato non ha piacere nel vedere la sua immagine sporcata da contenuti che ritiene falsi e negativi. E vuole rimuoverli. 

Nella guida di oggi, ti ho indicato tre soluzioni concrete contro la diffamazione in rete: Polizia Postale, Google e ReputationUP.

Se invece non hai letto la guida, saltando direttamente alle conclusioni, sappi due cose: 

  1. Sei in ottima compagnia e fai parte, secondo le statistiche, di quel 38% che inizia dalla fine.
  2. Concediti qualche minuto e scopri come tutelare la tua immagine.
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Come posso proteggere la mia reputazione online?

Elimina tutti i contenuti negativi contro il tuo brand e posiziona contenuti positivi che rilanciano la tua immagine digitale.

4 commenti su “Diffamazione Online: Cos’è, Perché È Reato, Come Tutelarsi [UPDATE 2021]”

  1. In assoluto la guida più completa ed esaustiva sulla diffamazione online, con soluzioni CONCRETE per risolvere chi ti attacca su internet senza motivo. Sempre al top, vero ReputationUP?

  2. ma quanto tempo c’è per querelare per diffamazione ? La legge prevede 90 giorni. Ma i 90 giorni decorrono dal momento in cui il post viene scritto oppure dal giorno in cui tu ne hai avuto conoscenza ? Il fatto è che un commento su un professionista presente su google come recensione ( con diffamazioni ) è stato scritto un anno prima ma il professionista ne viene a conoscenza solo dopo un anno. Esistono sentenze in merito ?

  3. Ciao Claudio, ti invitiamo a contattare direttamente i nostri avvocati digitali per avere informazioni certe e immediate: puoi scriverci su info@reputationup.com o chiamarci al numero 0422 16 26 683.
    Grazie.

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