Cos’è il Diritto all’Oblio, Cosa Prevede e Come Esercitarlo Su Google e Internet

Hai mai googlato il tuo nome? Hai trovato risultati di ricerca obsoleti e negativi di cui vorresti richiedere la rimozione? Scopri cos’è il Diritto all’Oblio, cosa prevede e come esercitarlo su Google e Internet per la protezione dei dati personali.

Il diritto all'oblio sintesi 4 punti fondamentali infografica reputationup

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Cos’è il diritto all’oblio?

Il diritto all’oblio (o diritto alla cancellazione o diritto di oblio) è la tutela legale che ti consente di preservare la tua reputazione archiviando informazioni ritenute non più rilevanti, e quindi obsolete ai fini della cronaca.

All’interno di questa cornice legale, è prevista la possibilità di rimuovere immagini da Googlecancellare recensioni negative, eliminare link lesivi dal web e pulire la tua reputazione online, anche attraverso la procedura di deindicizzazione Google.

Il regolamento UE 2016/679 ha infatti stabilito che:

“La protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati di carattere personale è un diritto fondamentale.”

Cosa significa Diritto all’Oblio

Il significato di Diritto all’Oblio è racchiuso nell’etimologia del termine latino oblivium, di cui è dato l’etimo a oblivione, cioè Dimenticanza.

In questo senso, aiuta leggere anche la definizione che ne dà la Treccani:

“Il Diritto all’Oblio è il diritto di un individuo a essere dimenticato e, in particolare, a non essere più menzionato in relazione a fatti che lo hanno riguardato in passato e che erano stati oggetto di cronaca.”

Cos'è e cosa significa il diritto all'oblio

Il Diritto di Oblio si può quindi definire come la garanzia che prevede la non diffusione – senza particolari motivi – di informazioni che possono costituire un precedente pregiudizievole dell’onore di una persona, in particolare i precedenti giudiziari.

Come nasce il Diritto all’Oblio

La giurisprudenza italiana inizia a parlare di diritto all’oblio solo a partire dagli anni novanta. 

Come ricordato nell’Incontro di studi sul tema “Magistratura e mass media”, promosso dal Csm a Roma il 9 dicembre 2004, il primo caso a favore del concetto di oblio risale al 15 maggio 1995. 

Questi i passaggi salienti della storica sentenza emessa dal Tribunale di Roma:

“La ripubblicazione dopo circa 30 anni di un fatto di cronaca nera a fini promozionali costituisce diffamazione a mezzo stampa e  obbliga la società editrice al risarcimento del danno morale trattandosi di informazione priva di pubblico interesse e pertanto inidonea a integrare gli estremi del legittimo esercizio del diritto di cronaca.”

Dal punto di vista legislativo, il Diritto alla Cancellazione si concretizza, però, solo molti anni dopo e grazie all’intervento del Garante per la protezione della privacy, mediante l’autorizzazione n.3/2005 emessa il 21 dicembre 2005.

Antonello Soro è l'attuale Garante della Privacy, in carica dal 2012
Antonello Soro è l’attuale Garante della Privacy, in carica dal 2012

Il Garante stabilisce che: 

“I sistemi informativi e i programmi informatici sono configurati riducendo al minimo l’utilizzazione di dati personali e di dati identificativi in modo da escluderne il trattamento, quando le finalità perseguite possono essere realizzate mediante modalità che permettano di identificare l’interessato solo in caso di necessità.”

Per capire fino in fondo l’importanza attuale del Diritto all’Oblio, è importante ricordare la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 13 maggio 2014  (Google vs AEPD), con cui Google è costretto a eliminare contenuti ritenuti lesivi a tutela delle persone fisiche. 

diritto all'oblio sentenza Corte Giustizia Europea 13 maggio 2014 Google vs AEPD

Infine, si arriva al 27 aprile 2016, quando il Parlamento Europeo vara il GDPR, (scarica PDF), ridisciplinando la materia del trattamento e della protezione dei dati personali, con particolare riferimento al diritto di oblio su Internet, estendendo la tutela dentro e fuori i confini dell’UE.


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Che cosa vuol dire Oblio

Avvalersi del diritto all’oblio significa tutelare la reputazione della persona coinvolta in fatti di dominio pubblico facendo prevalere il diritto alla riservatezza sul diritto di cronaca, attraverso la rimozione di informazioni da Google.

Facciamo un esempio concreto, partendo da una domanda. Cosa richia chi subisce un processo mediatico ancora prima che giudiziario? Rischia di ritrovarsi con la fedina penale pulita e un’immagine online sporca.

Nel momento in cui la notizia – lesiva, diffamante e obsoleta – cessa di essere un fatto di cronaca e rientra in una sfera privata, tu puoi esercitare il diritto alla cancellazione, cioè cancellare notizie da internet.

L’obiettivo finale è migliorare il cosiddetto Reputation Score, vale a dire la percentuale di sentimento netto positivo generato online da te o dal tuo brand: più è alto, migliore sarà la tua reputazione.


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Cosa prevede il Diritto all’Oblio?

In estrema sintesi, il Diritto all’Oblio prevede questi punti fondamentali:

  1. Il gestore di un motore di ricerca in internet è responsabile del trattamento dei dati personali;
  2. Il gestore è obbligato a rimuovere i link a determinate pagine web dalla lista dei dati personali;
  3. Si applica qualora l’informazione sia inesatta, inadeguata, non pertinente o eccessiva;
  4. La richiesta di rimozione deve ponderare gli interessi della persona coinvolta e l’interesse pubblico ad accedere alle informazioni.

Quando si applica il Diritto all’Oblio

In particolare, il Diritto è garantito dal regolamento UE 2016/679, che all’articolo 17 disciplina il “Diritto alla Cancellazione” («diritto all’oblio»), che riportiamo integralmente.

1. L’interessato ha diritto a ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo. Il titolare del trattamento ha l’obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali, se sussiste uno dei motivi seguenti:

a) i dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati;

b) l’interessato revoca il consenso su cui si basa il trattamento conformemente all’articolo 6, paragrafo 1, lettera a), o all’articolo 9, paragrafo 2, lettera a), e se non sussiste altro fondamento giuridico per il trattamento;

c) l’interessato si oppone al trattamento ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 1, e non sussiste alcun motivo legittimo prevalente per procedere al trattamento, oppure si oppone al trattamento ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 2;

d) i dati personali sono stati trattati illecitamente;

e) i dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo giuridico previsto dal diritto dell’Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento;

f) i dati personali sono stati raccolti relativamente all’offerta di servizi della società dell’informazione di cui all’articolo 8, paragrafo 1.

2. Il titolare del trattamento, se ha reso pubblici dati personali ed è obbligato, ai sensi del paragrafo 1, a cancellarli. Tenendo conto della tecnologia disponibile e dei costi di attuazione adotta le misure ragionevoli, anche tecniche, per informare i titolari del trattamento che stanno trattando i dati personali della richiesta dell’interessato di cancellare qualsiasi link, copia o riproduzione dei suoi dati personali.

3. I paragrafi 1 e 2 non si applicano nella misura in cui il trattamento sia necessario:

a) per l’esercizio del diritto alla libertà di espressione e di informazione;

b) per l’adempimento di un obbligo giuridico che richieda il trattamento previsto dal diritto dell’Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento o per l’esecuzione di un compito svolto nel pubblico interesse oppure nell’esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento;

c) per motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica in conformità dell’articolo 9, paragrafo 2, lettere h) e i), e dell’articolo 9, paragrafo 3;

d) a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o a fini statistici conformemente all’articolo 89, paragrafo 1, nella misura in cui il diritto di cui al paragrafo 1 rischi di rendere impossibile o di pregiudicare gravemente il conseguimento degli obiettivi di tale trattamento; o

e) per l’accertamento, l’esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria.

Una Sentenza Storica

Degna di nota è la sentenza della Corte di Giustizia Europea emanata il 13 maggio 2014, incentrata sugli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti. 

Il dispositivo parla per la prima volta di interesse pubblico quale discriminante del diritto di cronaca quando si tratta di informazioni “non adeguate, irrilevanti o non più rilevanti “.

Cosa ha permesso tutto questo a qualunque cittadino dell’Unione Europea? Di poter avviare un’azione giudiziaria per la rimozione di tutti i contenuti digitali compromettenti e non rilevanti all’interesse pubblico.

richieste di rimozione url ricevute da google 2014 2020 updated reputationup
Ecco quante richieste di rimozione url ha ricevuto Google dal 2014 ad oggi, ai sensi delle leggi attuali europee in materia di privacy

Come esercitare il diritto all’oblio?

Vediamo ora come esercitare il diritto all’oblio e chiedere l’eliminazione di contenuti diffamanti per la tua web reputation.

Ecco nel dettaglio la procedura ufficiale su Google e Social Network.


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Come esercitarlo su Google

L’autotutela del diritto all’oblio su Google si effettua scaricando direttamente un apposito modulo a cui il motore di ricerca è vincolato per Legge.

Andrea Baggio, CEO di ReputationUP, ci spiega quali sono i passaggi step-by-step per esercitare il diritto all’oblio Google:

  1. Visita il sito guida di supporto Google
  2. Clicca su “Invio di una richiesta di rimozione per motivi legali”
  3. Clicca su “Strumento”
come esercitare il diritto all'oblio su google
  1. Accedi alla pagina di segnalazione 
  2. Seleziona il servizio oggetto della richiesta
seleziona il servizio google per la richiesta di oblio

Va precisato che Google, per valutare la richiesta, può avere tempi lunghissimi che si aggirano sui 2 anni.

La soluzione più opportuna – per chi ha necessità di far valere in tempi certi il proprio Diritto alla Cancellazione – è contattare una società specializzata come ReputationUP.


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Perché il diritto all’oblio non funziona?

Il diritto all’oblio, sebbene trovi ulteriore copertura nel GDPR 2016, si presenta come un meccanismo di difficile attuazione: Google impiega sempre troppo tempo nell’analisi delle richieste di eliminazione e deindicizzazione. E gli esiti sono spesso negativi.

Conclusioni

La carta stampata il giorno dopo è carta straccia. Invece qualsiasi contenuto presente sul web diventa di pubblico dominio e non viene dimenticato.

In alcuni casi, questo può creare problemi di reputazione aziendale o personale. Il rischio è che si trasformino in vere e proprie crisi reputazionali, con incidenze negative sul fatturato.

Oggi, per fortuna, hai il diritto di salvaguardare la tua privacy. Così puoi evitare che contenuti compromettenti mettano a rischio il tuo nome o la tua immagine.

Nella guida ti ho mostrato in particolare:

1) I quattro punti salienti del Diritto alla Cancellazione

2) I passaggi step-by-step per avvalerti del Diritto all’Oblio su Google

Infine ti ho anche rivelato quali sono le problematiche dell’attuale sistema legislativo in materia di privacy.

Ecco perchè la soluzione più efficace ed immediata per ottenere il diritto di oblio è rivolgersi ad una società di professionisti specializzata nell’eliminazione di informazioni negative su internet.

Se vuoi una tutela certa e immediata, non ti basterà compilare moduli su Google per rimuovere URL lesivi.

Contatta ReputationUP ed evita la diffusione di immagini, video o notizie che potrebbero compromettere irrimediabilmente la tua vita personale e lavorativa.


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4 commenti su “Cos’è il Diritto all’Oblio, Cosa Prevede e Come Esercitarlo Su Google e Internet”

  1. Buonasera,
    vorrei sapere se siete anche in grado di rimuovere tracce musicali che appaiono a mio nome. Tracce che ho fatto in passato e che rovinano la mia immagine. Nonostante le traccie siano spostate a un altro artista, su google e su youtube music appaiono ancora sul mio profilo.

    Resto in attesa di un vostro riscontro.
    Cordialmente,

    Xhea

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