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Cos’è il Diritto all’Oblio e come esercitarlo su Google e Internet

Hai mai pensato a quanti parlano di te sulla rete? Sei stato o sei vittima di attacchi mediatici? Continua a leggere e scopri cos’è il Diritto all’Oblio e come esercitarlo su Google e Internet per proteggere la tua reputazione online.

Diritto all'oblio 2020 richieste per categoria di richiedente studio reputation up

Cos’è il diritto all’oblio?

Il diritto all’oblio è la tutela legale che ti consente di preservare la tua reputazione archiviando informazioni ritenute non più rilevanti, e quindi obsolete ai fini della cronaca.

All’interno di questa cornice legale, è prevista la possibilità di eliminare link lesivi dal web e pulire la tua reputazione online, anche attraverso la procedura di deindicizzazione Google.

Il regolamento UE 2016/679 ha infatti stabilito che:

“La protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati di carattere personale è un diritto fondamentale.”

Cosa significa Diritto all’Oblio

Il significato di Diritto all’Oblio è racchiuso nell’etimologia del termine latino oblivium, di cui è dato l’etimo a oblivione, cioè Dimenticanza.

In questo senso, aiuta leggere anche la definizione che ne dà la Treccani:

“Il Diritto all’Oblio è il diritto di un individuo a essere dimenticato e, in particolare, a non essere più menzionato in relazione a fatti che lo hanno riguardato in passato e che erano stati oggetto di cronaca.”

Cos'è e cosa significa il diritto all'oblio

Il Diritto all’Oblio si può quindi definire come la garanzia che prevede la non diffusione – senza particolari motivi – di informazioni che possono costituire un precedente pregiudizievole dell’onore di una persona, in particolare i precedenti giudiziari.

Come nasce il Diritto all’Oblio

La giurisprudenza italiana inizia a parlare di diritto all’oblio solo a partire dagli anni novanta. 

Come ricordato nell’Incontro di studi sul tema “Magistratura e mass media”, promosso dal Csm a Roma il 9 dicembre 2004, il primo caso a favore del concetto di oblio risale al 15 maggio 1995. 

Questi i passaggi salienti della storica sentenza emessa dal Tribunale di Roma:

“La ripubblicazione dopo circa 30 anni di un fatto di cronaca nera a fini promozionali costituisce diffamazione a mezzo stampa e  obbliga la società editrice al risarcimento del danno morale trattandosi di informazione priva di pubblico interesse e pertanto inidonea a integrare gli estremi del legittimo esercizio del diritto di cronaca.”

Dal punto di vista legislativo, il Diritto all’Oblio si concretizza, però, solo molti anni dopo e grazie all’intervento del Garante per la protezione della privacy, mediante l’autorizzazione n.3/2005 emessa il 21 dicembre 2005.

Antonello Soro è l'attuale Garante della Privacy, in carica dal 2012
Antonello Soro è l’attuale Garante della Privacy, in carica dal 2012

Il Garante stabilisce che: 

“I sistemi informativi e i programmi informatici sono configurati riducendo al minimo l’utilizzazione di dati personali e di dati identificativi in modo da escluderne il trattamento, quando le finalità perseguite possono essere realizzate mediante modalità che permettano di identificare l’interessato solo in caso di necessità.”

Per capire fino in fondo l’importanza attuale del Diritto all’Oblio, è importante ricordare la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 13 maggio 2014  (Google vs AEPD), con cui Google è costretto a eliminare contenuti ritenuti lesivi a tutela delle persone fisiche. 

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Infine, si arriva al 27 aprile 2016, quando il Parlamento Europeo vara il GDPR, (scarica PDF), ridisciplinando la materia del trattamento dei dati personali, con particolare riferimento al diritto all’oblio su Internet, estendendo la tutela dentro e fuori i confini dell’UE.

Che cosa vuol dire Oblio

Avvalersi del diritto all’oblio significa tutelare la reputazione della persona coinvolta in fatti di dominio pubblico facendo prevalere il diritto alla riservatezza sul diritto di cronaca, attraverso la rimozione di informazioni da Google.

Facciamo un esempio concreto: tu che hai subito un processo mediatico ancora prima di un processo giudiziario, rischi di ritrovarti con la fedina penale pulita e un’immagine online sporca.

Nel momento in cui la notizia – lesiva, diffamante e obsoleta – cessa di essere un fatto di cronaca e rientra in una sfera privata, tu puoi esercitare il diritto all’oblio, cioè puoi chiedere che quella notizia venga eliminata.

L’obiettivo finale è migliorare il cosiddetto Reputation Score, vale a dire la percentuale di sentimento netto positivo generato online da te o dal tuo brand: più è alto, migliore sarà la tua reputazione.

Cosa prevede il Diritto all’Oblio?

Il diritto all'oblio sintesi 4 punti fondamentali infografica reputationup

In estrema sintesi, il Diritto all’Oblio prevede questi punti fondamentali:

  1. Il gestore di un motore di ricerca in internet è responsabile del trattamento dei dati personali;
  2. Il gestore è obbligato a rimuovere i link a determinate pagine web dalla lista dei dati personali;
  3. Il diritto si applica qualora l’informazione sia inesatta, inadeguata, non pertinente o eccessiva;
  4. La richiesta di rimozione deve ponderare gli interessi della persona coinvolta e l’interesse pubblico ad accedere alle informazioni.

Una Sentenza Storica

Degna di nota è la sentenza della Corte di Giustizia Europea emanata il 13 maggio 2014, incentrata sugli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti. 

Il dispositivo parla per la prima volta di interesse pubblico quale discriminante del diritto di cronaca quando si tratta di informazioni “non adeguate, irrilevanti o non più rilevanti “.

Questo ha permesso a qualunque cittadino dell’Unione Europea di poter dar vita ad un’azione giudiziaria per la rimozione di tutti i contenuti digitali compromettenti e non rilevanti all’interesse pubblico.

Quante richieste di rimozione url ha ricevuto Google dal 2014 ad oggi, ai sensi delle attuali leggi europee in materia di privacy?
Quante richieste di rimozione url ha ricevuto Google dal 2014 ad oggi, ai sensi delle attuali leggi europee in materia di privacy?

Come esercitare il diritto all’oblio?

Vediamo ora come esercitare il diritto all’oblio e chiedere l’eliminazione di contenuti diffamanti per la tua web reputation.

Ecco nel dettaglio la procedura ufficiale su Google e Social Network.

Come esercitarlo su Google

L’autotutela del diritto all’oblio si effettua scaricando direttamente da Google un apposito modulo a cui il motore di ricerca è vincolato per Legge.

Andrea Baggio, CEO di ReputationUP, ci spiega quali sono i passaggi step-by-step per esercitare il diritto all’oblio su Google:

  1. Visita il sito guida di supporto Google
  2. Clicca su “Invio di una richiesta di rimozione per motivi legali”
  3. Clicca su “Strumento”

come esercitare il diritto all'oblio su google

  1. Accedi alla pagina di segnalazione 
  2. Seleziona il servizio oggetto della richiesta

seleziona il servizio google per la richiesta di oblio

Va precisato che Google, per valutare la richiesta, può avere tempi lunghissimi che si aggirano sui 2 anni.

La soluzione più opportuna – per chi ha necessità di far valere in tempi certi il proprio Diritto all’Oblio – è contattare una società specializzata come ReputationUP.

Perché il diritto all’oblio non funziona?

Il diritto all’oblio, sebbene trovi ulteriore copertura nel GDPR 2016, si presenta come un meccanismo di difficile attuazione: Google impiega sempre troppo tempo nell’analisi delle richieste di eliminazione e deindicizzazione. E gli esiti sono spesso negativi.

Conclusioni

A differenza della carta stampata, che il giorno dopo è carta straccia, qualsiasi contenuto presente sul web diventa di pubblico dominio e non viene dimenticato.

In alcuni casi, questo può creare problemi di reputazione aziendale o personale che si trasformano in vere e proprie crisi reputazionali, con incidenze negative sul fatturato.

Oggi, per fortuna, è un tuo diritto salvaguardare la privacy ed evitare che contenuti compromettenti mettano a rischio il tuo nome o la tua immagine.

Come evidenziato nella guida, la soluzione più efficace ed immediata per ottenere il diritto all’oblio è rivolgersi ad una società di professionisti specializzata nell’eliminazione di informazioni negative su internet.

Se vuoi una tutela certa e immediata, non ti basterà compilare moduli su Google per rimuovere URL lesivi.

Contatta ReputationUP ed evita la diffusione di immagini, video o notizie che potrebbero compromettere irrimediabilmente la tua vita personale e lavorativa.

Se pensi che questa guida sia utile anche per la tua cerchia di amici e conoscenti, condividila sui tuoi profili social! 

È gratis e può aiutare tante persone che oggi non sanno come difendersi sul web.

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