La reputazione di Chiara Ferragni è a rischio?

Chiara Ferragni è (di nuovo) finita nell’occhio del ciclone, a causa di una (ennesima) leggerezza – a voler essere benevoli – nella gestione di attività promozionali in cui si è deciso, consapevolmente, di mischiare profit e non profit, senza però utilizzare la necessaria trasparenza, che in questi casi è d’obbligo.

Tralasciando altri casi di disastri reputazionali di celebri aziende, la domanda è: di chi è la colpa? 

Della Meloni, che populisticamente ha cavalcato l’onda di sdegno mediatico?

Dei giornali, che hanno acceso i riflettori su due vicende – il caso Balocco e il caso Giochi Preziosi – francamente sconcertanti?

Di Fedez? Del Codacons? Di chi ha diffuso le mail interne all’azienda Balocco?

Di chi (mal) consiglia l’influencer più famosa d’Italia?

Della Ferragni, che ha gestito il tutto con estrema mancanza di consapevolezza?

Di certo le conseguenze non si possono valutare in base al numero (irrisorio) di followers persi dalla Ferragni.

Ma è chiaro che – in futuro – altre aziende ci penseranno almeno due volte prima di affidare la propria immagine alla Ferragni.

Il sentiment negativo che contraddistingue le comunicazioni social sui Ferragnez non stupisce: quella di utilizzare gli hater è da sempre una tecnica che Fedez e Chiara utilizzano per pompare l’engagement. Negli ultimi anni i microscandali che hanno colpito la coppia sono stati innumerevoli e il fatturato è cresciuto di pari passo.

reputazione chiara ferragni caso uovo di pasqua giochi preziosi
Anche nel caso uova di Pasqua Giochi Preziosi, la trasparenza si è vista poco

Questa volta, però, c’è qualcosa di diverso nell’aria, qualcosa che ha poco a che fare con i followers e più con i brand che scelgono di sposare questo o quell’influencer.

E soprattutto qui c’è in gioco la credibilità di una figura pubblica, la Ferragni appunto, che dal Sanremo scorso ne sta passando di tutti i colori. 

La mossa del “milione di euro in beneficenza”, chiaramente una mossa che cerca di coprire il milione di multa (a cui peraltro la Ferragni farà ricorso), è tardiva, azzardata e assolutamente poco credibile.

“La reputazione” – afferma Andrea Baggio, CEO di ReputationUP ed esperto ventennale nel settore – è la percezione collettiva di un individuo, basata su esperienze passate, comportamenti osservati, e aspettative del pubblico. E il problema della Ferragni è proprio questo: per l’ennesima volta l’aspettativa del pubblico da parte della Ferragni è stata delusa.”

Altra domanda quindi: come recuperare da una situazione simile?

E soprattutto, tornando alla questione iniziale, davvero la reputazione di Chiara Ferragni è a rischio?

“Come diceva Benjamin Franklin, costruisci la tua reputazione con mille azioni” – ricorda Andrea Baggio – “ma basta una sola per distruggerla. E quando le azioni che distruggono la reputazione si ripetono troppo spesso nel tempo, e a distanza ravvicinata, il rischio di perdere definitivamente credibilità è altissimo.”

“Ecco perché – chiosa Baggio – la coerenza del messaggio è la chiave di volta per superare questa crisi. Il tutto accompagnato da un meccanismo comunicativo e reputazionale che punti a mettere in risalto i propri punti di forza e i valori fondamentali, come quelli legati al binomio imprenditoria e moda (possibilmente sostenibile).”

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