pericoli e prevezioni cyberbullismo

Web reputation e cyberbullismo: prevenzione o guerra

Che cos’hanno in comune web reputation e cyberbullismo? Tutto ciò che si può fare per combattere questo fenomeno

Il bullismo su rete è un fenomeno che non sembra conoscere fine e che anzi tende a crescere con l’incessante espansione di Internet. E il rapporto tra web reputation e cyberbullismo si è fatto molto più stretto.

Il termine cyberbullismo descrive una situazione di attacco offensivo nei confronti di uno o più individui attuata attraverso la rete, spesso con continuità.

Minacce, molestie, diffusione di informazioni sensibili, upload di foto e video privati; sono solo alcuni esempi di ciò che il cyberbullismo porta alle sventurate vittime di diffamazione online.

La violenza del XXI secolo: a colpi di ping

Può sembrare più recente di quanto non si pensi, ma in realtà il bullismo online nasce ben prima dei social e dell’avvento delle tasche occupate da smartphone. Fin dai primi scambi di messaggi sui forum, il sistema di attacco verbale nei confronti di qualcuno è diventata pratica diffusa: come mai si è sviluppato?

  • Tutto online: Chi attacca può agire a migliaia di chilometri dalla vittima, senza il bisogno di avere contatti reali con questa, annullando quindi la possibilità di violenza fisica;
  • Senza volto: in una forma di bullismo offline, è spesso chiaro chi è il “bullo”, specialmente se colto in flagranza; quando invece si tratta di cyberbullismo, le cose diventano più complicate perché la rete diventa sinonimo di anonimità;
  • Ingenuità: Agli occhi degli aggressori, in particolare tra i più giovani, il bullismo online non è equamente grave rispetto al face-to-face. Un gancio sinistro ha un peso maggiore di una foto privata di un proprio coetaneo caricata online nella testa dei bulli, quando in realtà è l’esatto contrario. Ma la rete distorce la percezione di come realmente stanno le cose;
  • Superpoteri: giocare con vita ed emozioni di qualcuno online provoca una sensazione di invincibilità nei confronti della vittima, spesso incapace di difendersi davanti ai fatti. Ecco che quindi la pratica del cyberbullismo diventa una fonte di appagamento maggiore rispetto a quello che può essere fuori dal web.

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Importante è precisare che questo fenomeno non è ristretto alla sola fascia adolescenziale della popolazione. Lo stalking online è uno tra i più chiari esempi diffuso tra gli adulti, anch’essi spesso incapaci come i giovani di controbattere l’azione.

Web reputation: quanto vale il tuo nome online?

In un mondo dove (quasi) ogni informazione è reperibile sulla rete, è difficile sfuggire da ciò che viene diffuso sul proprio conto. E ancor più eliminare video da Youtube, seppur non impossibile per noi di ReputationUp.

La web reputation analysis si pone quindi come la risposta al cyberbullismo.

(Se ancora non conosci questo termine, ti consiglio di andare a leggere l’articolo dedicato che può chiarire dubbi anche a più esperti.)

Prevenzione: il gemello virtuale

Se la web reputation mostra chi sei alla comunità online, non averla equivale a esporsi a grandi pericoli.

Più di 1/3 della popolazione mondiale è presente su almeno una piattaforma di social media, con relativi dati, foto, preferenze ed informazioni sensibili di diverso tipo pubblicate personalmente sul proprio profilo.

A questo punto è possibile:

  1. Avere una web reputation positiva e creata nel tempo, collegata alla mole di dati personali, agente come muro difensivo contro il cyberbullismo
  2. Non avere una web reputation, essendo così esposto ai tumulti della rete

La differenza è molto rilevante, in quanto avere una web reputation equivale a dare la propria immagine di sé online.

C’è chi la costruisce partendo dalla fama della vita offline, come può essere Cristiano Ronaldo, con quasi 150 milioni di followers.

Oppure c’è chi comincia direttamente dal mondo virtuale, ad esempio Marco Montemagno, un imprenditore abile e tenace nel farsi strada tra i social.

Ma è fondamentale capire che la fama è sì un’ottima alleata lungo il percorso della web reputation, ma non indispensabile. Ciò che conta è dare una voce, un tono marcato alle proprie informazioni diffuse online: creare un’immagine virtuale il più fedele possibile a se stessi.

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E questo vale per qualsiasi forma di interazione, dal proprio blog personale al più insulso commento sotto il posto di una foto con gattini.

E cosa può accadere senza una web reputation?

Guerra: la mano virtuale contro il cyberbullismo

Non avere un valore collegato al proprio avatar virtuale può essere pericoloso: se il legittimo proprietario non ci lavorato su ciò, questo gap può essere sfruttato da qualcun altro.

Tramite tecniche di denigrazione, sostituzione di persona o inganno, il malcapitato potrà trovarsi una web reputation costruita da un estraneo, con le sue mani, ma sulla faccia della vittima.

Sarà infatti stato sufficiente lavorare sui dati già presenti, distorcerli e/o falsificarli ed ecco che viene a crearsi un’immagine negativa del proprio gemello di byte.

Per fortuna non è ancora troppo tardi.

Come il cyberbullismo è cresciuto nel tempo, anche il braccio armato che lo contrasta si è mosso.

Sono stati infatti creati sistemi di rimozione di contenuti negativi dal web, denigratorio e atto a ledere la persona interessata, come il nostro di ReputationUp, creato per:

  • Creare, far crescere e monitorare la propria web reputation
  • Combattere ogni forma di calunnia online in maniera scrupolosa

In questo modo, la propria immagine online avrà sia la possibilità di svilupparsi, seguita da persone esperte in questo campo, andando a creare una difesa contro il cyberbullismo, ma non solo:

    • andrà a creare nuovi collegamenti utili;
    • donerà prestigio e affidabilità alla propria immagine professionale.
    • mostrerà alla comunità online i punti di forza e i tuoi talenti

Web reputation e cyberbullismo a braccetto

Bisogna quindi provare a focalizzare questi due termini nel loro insieme, dove uno può essere sia la causa che la soluzione dell’altro.

Ciò di più importante resta il fatto di evitare di lasciar galleggiare i propri dati nel pericoloso oceano virtuale, senza avergli dato una forma propria. Perché una volta online, saranno nelle mani di ogni interessato.

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